![]() |
![]() |
||||||
|
|
|||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
La Finitura Tratto dal libro di Giuseppe Binel "Manuale di scultura su legno"
Home | Lezioni | Lezione 1 | Lezione 2 | Lezione 3 | Lezione 4 | Lezione 5 | Guestbook | Forum |
Preparazione del legno per la finitura Prima di applicare qualsiasi finitura è bene preparare il legno affinché possa ricevere nel modo migliore i trattamenti successivi. Il legno va pulito, rimovendo segni di matita, pelurie e parti mobili.Va tenuto presente che le finiture tendono ad accentuare i difetti, piuttosto che a camuffarli. Ad esempio, un trattamento con mordenti evidenzia in modo vistoso graffi e abrasioni causati da una non corretta levigatura, e quelli ad acqua fanno sollevare le fibre legnose. Qualunque sia il tipo di lavoro che abbiamo realizzato possiamo passare una lana d'acciaio fine o una tela abrasiva finissima, che renderanno più morbide e brillanti le superfici pur senza modificare sostanzialmente le modellature precedenti. Trattamenti
insetticidi e funghicidi. In
Valle d’Aosta scultori e intagliatori, si definiscono, a volte, grattatarli.
In effetti l’infestazione di numerose specie di tarli e coleotteri xylofagi
che scavano nel legno (soprattutto nell' alburno) gallerie di varia grandezza,
non è problema da poco. Durante tutto il tempo in cui ho scritto questo libro,
sulla scrivania del laboratorio, ho sentito in sottofondo un rumore lieve, come
quello di un chiodo che gratta una superficie porosa, che veniva da una vecchia
scultura sistemata a poco più di un metro dalla scrivania, aggredita da questi
insetti e in attesa di venir trattata. Quel rumore è il grido di guerra degli
insetti che stavano svolgendo la propria opera distruttiva, rosicchiando
sistematicamente la mia povera scultura. I nostri vecchi cercavano di risolvere
questo problema spennellando abbondantemente il legno col liquame del letame ma
credo che oggi questa tecnica avrebbe pochi proseliti. In compenso troviamo in
commercio prodotti insetticidi e funghicidi di buona qualità ed efficacia.
Vanno usati spennellando abbondantemente le superfici e facendoli penetrare
nelle cavità e fenditure, oppure spruzzandoli in ogni poro con l’apposito
spruzzatore, o iniettandoli nei fori con una siringa ipodermica. I fori vanno
poi chiusi con cera colorata e il procedimento ripetuto dopo qualche tempo per
colpire le uova superstiti prima che si schiudano. Generalmente questi
impregnanti, nella cui composizione sono presenti sostanze nutritive, come olio
di lino, lasciano superfici con un gradevole aspetto serico e ovattato e sono a
lenta essiccazione per cui è bene aspettare qualche giorno prima di intervenire
con trattamenti successivi. Attenzione: si tratta di sostanze nocive, che vanno
maneggiate con cautela, osservando le avvertenze sulle confezioni.
Morde Vengono
usati i mordenti per valorizzare la marezzatura di un legno e per dargli colore,
di solito per scurirlo o per camuffare difetti e alterazioni. Vanno dati a
pennello o a spugna e si possono dividere in quattro gruppi: ad acqua, chimici,
a olio e a spirito. I mordenti ad acqua sono i più
economici e vanno miscelati con acqua, graduando la quantità d'acqua e i
pigmenti in base al colore che vogliamo ottenere. Vanno lasciati riposare per
almeno un'ora prima dell' uso perché hanno bisogno di tempo per sciogliersi. I
mordenti ad olio sono i più costosi ma hanno il pregio di non far “alzare il
pelo” al legno. Altri mordenti sono quelli a spirito o ad alcool, i mordenti
chimici e alla varechina. I
turapori servono, come dice il nome, a riempire i pori del legno e a ottenere un
fondo compatto e lucido su cui poggiare altri trattamenti. Hanno un tempo di
essiccazione rapido e vanno quindi applicati velocemente su tutta la superficie.
Dopo alcune ore si leviga con tela abrasiva fine o con lana d' acciaio, si
spolvera e la superficie è pronta a ricevere la cera o la vernice. Olio
di lino Si
usa l' olio di lino crudo mescolato con alcool bianco (30%) scaldando la miscela
a bagnomaria fino a che l' alcool diluisce l’olio facilitando la penetrazione
nel legno. Si stende a pennello e dopo alcuni minuti si strofina energicamente
con uno straccio. Si può ripetere più volte l’applicazione; la superficie
saturata e rinforzata, è opaca. La
cera La
ceratura e il modo più classico e semplice per finire una scultura. Può essere
stesa su un legno grezzo o trattato con impregnanti, o turapori, mordenti o olio
di lino. Dà al legno una finitura lucida e satinata ma ha poca resistenza all'
umidità e al calore. Il materiale di base è la cera vergine d' api purificata
che viene sciolta a bagnomaria con essenza di trementina (80%); raffreddata avrà
una consistenza molle e pastosa. Si può colorare con pigmenti in polvere, o
con tinture solubili in olio. In commercio si trovano cere morbide e alla
paraffina, neutre o di vari colori (giallo, noce chiaro, noce scuro, ecc.). Va
stesa con un pennello o un panno, nel senso della vena. Nel caso la cera sia
dura e difficile da applicare si può ammorbidire con diluenti, oppure stendere
scaldando la superficie su cui si lavora con un getto d'aria calda proveniente
da una pistola termica o da un asciugacapelli. Questo metodo permette una
migliore penetrazione della cera, che diventa quasi liquida e si può
agevolmente fissare anche su superfici rugose e non omogenee. Attenzione, non
dimentichiamoci che si tratta di prodotti facilmente infiammabili; vanno quindi
prese tutte le precauzioni del caso. Sul legno molto poroso o disidratato il
procedimento potrà essere ripetuto una seconda volta. La cera deve coprire la
superficie in ogni dettaglio ma non deve mai lasciare depositi che, meno
evidenti durante l’applicazione, formano, ad essiccamento avvenuto,
antiestetici grumi difficili da eliminare. Occorrerà poi lasciare asciugare per
un tempo che può variare da alcuni minuti, se è stato usato
l’asciugacapelli che ha già prodotto una evaporazione della parte
volatile della cera, a un giorno. La lucidatura può essere eseguita con un
panno di lana asciutto e pulito, nel caso la superficie sia uniforme oppure con
una spazzola non troppo dura o un pennello se il fondo, è irregolare.
Quest'ultima operazione deve venire eseguita con una discreta energia,
insistendo fino ad ottenere una delicata lucentezza tipica di questa finitura.
La lucidatura può essere resa più veloce con impiego di una cuffia di montone,
da montare su un trapano elettrico o meglio ancora, con un tampone di crine di
cavallo le cui setole lunghe e morbide possono agevolmente penetrare anche nelle
gole e nei sottosquadra delle
sculture. A volte vengono usati grossi pennelli rotondi con setole di cinghiale,
la cui impugnatura viene tagliata e trasformata in codolo da inserire nel
mandrino del trapano. Tecniche
consigliate Mi
rendo conto che la carrellata di tecniche di superficie e di finitura presentate
in questa lezione può essere tale da ingenerare
un po' di confusione al
principiante, che può avere l'impressione di non
raccapezzarvisi. Vediamo
allora di fare un po' di chiarezza. Per quanto riguarda la preparazione alla finitura non è necessario usare contemporaneamente tutte le tecniche illustrate, ma basterà scegliere di volta in volta quella che sembra più adatta. È pur vero che a volte i risultati migliori si possono ottenere con la somma di procedimenti diversi (ad esempio, una superficie levigata risalta al meglio se abbinata a uno spazio ruvido), ma la scelta e l'abbinamento delle tecniche non dovrebbero essere poi così difficoltoso. Per quanto riguarda la finitura personalmente uso quasi esclusivamente quella a cera, salvo un trattamento insetticida quanto vi siano segni di aggressione da tarli o una preparazione del fondo con un turapori quando la scarsa resistenza all'umidità della cera lo esige (ad esempio per oggetti che possono venire a contatto con acqua, unto o altro).
Home | Lezioni | Lezione 1 | Lezione 2 | Lezione 3 | Lezione 4 | Lezione 5 | Guestbook | Forum | |